Casalnuovo senza Asl?

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di Gaetano Fioretti

Quanto può accadere a Casalnuovo è preoccupante. Un paese di oltre 50 mila abitanti che si ritroverebbe d’un tratto con un Distretto Sanitario smembrato. I vari reparti smistati ed ospitati dai Distretti dei Paesi Limitrofi. Nella speranza,almeno,che siano tutti paesi confinanti con Casalnuovo. Una problematica tralasciata,non affrontata e con radici in un passato lontano. Ma possiamo sempre e solo scaricare la colpa di tutto sul passato?
Ancora una volta Casalnuovo torna a chiedersi dove sia questo vento di Cambiamento auspicato e promesso. Quando la situazione è complessa sciogliere i nodi risulta difficile e non è giusto dare la colpa di tutto ad una persona o ad un ente in particolare. Sicuramente chi ha scelto di porre la Città nelle mani del Cambiamento,oggi,si aspettava qualcosa in più.
Probabilmente qualcuno si chiederà se questa situazione poteva essere affrontata prima. Se poteva essere aperto un Tavolo con i condomini ed i proprietari della struttura in modo da programmare,insieme,l’uscita dell’Asl da quel palazzo ed il suo contestuale collocamento in un apposito stabile. Magari temporaneamente in maniera tale da chiedere,nel frattempo,alla Ragione ed alla stessa Asl delle soluzioni definitive. Soluzioni che un paese di oltre 50 mila abitanti merita.
Questa amministrazione ,se non lo ha fatto,poteva chiedere di parlare con l’amministratore ed i proprietari. Fare la loro conoscenza,se non li conosceva,ed aprire loro le porte del decantato palazzo di vetro in modo da trovare una soluzione che prendesse in considerazione le richieste,sacrosante,dei condomini e l’esigenza,altrettanto sacrosanta,dei cittadini casalnuovesi.
Si poteva stabilire insieme un piano programmatico che prevedesse delle scadenze precise entro le quali si sarebbero trovati i luoghi per il passaggio temporaneo,si sarebbero sottoposti questi luoghi al parere del direttore dell’Asl spiegando la temporaneità del tutto ed avviando,insieme al direttore dell’Asl ed alla Regione, quanto necessario per una soluzione definitiva.
In questo modo,attraverso la partecipazione,la condivisione e la serietà del rispetto degli impegni e delle scadenze, avremmo,forse,evitato quanto oggi saremmo costretti a vivere.
Un disagio non indifferente che andrebbe a colpire soprattutto le fasce più deboli della comunità.
Certo qualcuno potrà dire che quanto detto sopra è stato,totalmente o parzialmente,fatto. Noi dovremmo rispondere che non è bastato. Non è bastato se arriveremo alla conclusione che il Distretto Sanitario,pur continuando ad esistere,verrà,temporaneamente,smembrato collocando i vari distretti in giro tra paesi limitrofi.
La Salute è uno dei temi più delicati che un’amministrazione si trova ad affrontare. Auguriamoci che una soluzione venga presa in fretta. Auguriamoci che ci sia attenzione particolare nella individuazione del luogo in cui collocare l’Asl. Uno stabile pubblico sarebbe perfetto. L’importante è non ricadere negli stessi errori. Magari collocando l’Asl in strutture pubbliche che si trovano però in contesti condominiali. La legge prevede determinate aree comunali che possono ospitare distretti sanitari. Certo siamo in emergenza. Ma attenzione a non creare altre emergenze.

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